Comunicato di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana Napoli 29.05.2015

Solidarietà al Venezuela Bolivariano e al presidente dell’Assemblea Nazionale Diosdado Cabello vittime di un’aberrante campagna mediatica

La redazione di ALBAinformazione, pubblicazione dell’ANROS-Italia, l’associazione Assadakha Napoli e l’associazione “Russkoe Pole” esprimono piena solidarietà al governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, guidato dal Presidente Obrero Nicolás Maduro, che si trova a dover fronteggiare l’ennesima campagna mediatica internazionale volta a destabilizzare la patria di Simón Bolívar e Hugo Chávez.

Risultati immagini per ANROSRibadiamo il nostro sostegno al Presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana, nonché dirigente «fondamentale per la Rivoluzione Bolivariana», Diosdado Cabello, vittima di accuse infamanti che non trovano alcun fondamento nella realtà e di intimidazioni dal sapore mafioso, come testimonia la squallida copertina di Newsweek che lo ritrae sotto tiro di un mirino telescopico.
aszzxNiente di nuovo per la Rivoluzione Bolivariana che sin da quando mosse i primi passi ha dovuto imparare, serrando le fila, a tener testa alla tracotanza imperialista. «Ogni attacco che noi subiamo, che colpisce il popolo e la Forza Armata Nazionale Bolivariana – ha spiegato Maduro – ci unisce sempre più perché stiamo difendendo qualcosa di sacro; l’indipendenza, la stabilità, la pace e il diritto al futuro, questi sono elementi sacri della vita del nostro paese».
La canea mediatica in Italia è stata alimentata da quel prodotto del mainstream imperialista, contrabbandato come giornalista e scrittore d’inchiesta, che risponde al nome di Roberto Saviano, il quale su ‘L’Espresso’ aveva spiegato bene i meccanismi della cosiddetta macchina del fango: «Io credo che la macchina del fango comincia là dove finisce l’inchiesta. L’inchiesta fornisce una serie di fatti che permettono al lettore di farsi un’idea generale, anche se sono elementi scelti dal giornalista. La macchina del fango invece ne prende uno solo di questi elementi e su questo, isolato dal contesto, costruisce una realtà». Parole che facciamo nostre, chiedendoci al contempo, perché Saviano prende in considerazione un elemento – le notizie false diffuse da ABC – e vi costruisce sopra una realtà fittizia?
Ci chiediamo inoltre: se il dirigente bolivariano è realmente il capo di questa organizzazione composta da alti ufficiali venezuelani, perché sino a questo momento nemmeno un narcotrafficante ha lanciato accuse contro Cabello? Perché non vi sono evidenze, fotografie, intercettazioni, riguardanti questo fantomatico cartello? Qualcuno sta aspettando che siano forse fabbricate per bene? Come mai questa indagine è l’unica nel suo genere a basarsi esclusivamente su ‘rivelazioni’ fornite da due latitanti venezuelani – Rafael Isea e Leasmy Salazar – dapprima spariti e poi riapparsi negli Stati Uniti per sottrarsi al corso della giustizia venezuelana? Infine, perché gli Stati Uniti non hanno mai preso alcun provvedimento contro l’ex presidente colombiano Uribe che in una lista della DEA, risalente ai primi anni ’90, figurava tra i narcotrafficanti più pericolosi al mondo (n.82) dietro al celebre Pablo Escobar (n.79)?
La risposta è semplice: siamo di fronte all’ennesima montatura mediatica, una sporca campagna propagandistica senza alcun fondamento, che riesce a passare in occidente esclusivamente grazie ad un’informazione che invece di fare il proprio mestiere, lavora al servizio della reazione, di chi vorrebbe far tornare indietro le lancette della storia quando il Venezuela si trovava in uno stato semi-coloniale ed era privato della propria sovranità.
Stampa asservita e personaggi quali Roberto Saviano diverranno credibili solo quando, come scrive la redazione de L’Antidiplomatico – che ha pubblicato una completa controinchiesta – si libereranno dalle catene della dittatura mediatica e cominceranno ad occuparsi della Mafia di Caracas Est o della Mafia di Bruxelles, Berlino e Francoforte, che ha imposto all’Italia la povertà diffusa, la disoccupazione di massa e l’eliminazione di diritti sociali acquisiti, per tener legato il paese alla trappola dell’euro, dell’austerità e delle ‘riforme strutturali’.
Nonostante mistificazioni, menzogne, aberranti campagne mediatiche, tentativi di destabilizzazione violenta e guerra economica, il Venezuela Bolivariano gode di forza e prestigio internazionale. Può contare sul sostegno di grandi paesi quali Russia e Cina con cui è in fase di costruzione il nuovo mondo multipolare. Il Venezuela socialista è forte perché il popolo è protagonista e ha in mano il proprio destino. È forte perché grazie alla Rivoluzione Bolivariana il reddito dei lavoratori è in continuo rialzo dal 1999, perché entro il 2019 il 40% dei venezuelani vivrà in una degna casa costruita per il benessere del popolo, perché sono state sconfitte fame e povertà con ampio anticipo rispetto al cosiddetto ‘Obiettivo del Millennio’ nonostante la pesante eredità lasciata dai governi neoliberali.
Ribadiamo il nostro sostegno militante e incondizionato verso il Venezuela Bolivariano impegnato nella costruzione del Socialismo del XXI secolo seguendo il percorso tracciato dal Comandante Invitto Hugo Chávez.
ALBAInformazione/ANROS-Italia – Assadakah Napoli – Russkoe Pole